" le Cascate"
stratificazioni e fluidità come atto creativo
Quando dipingo “ le cascate ”
attingo dalla mia esperienza tecnica,
ma in particolare modo
mi lascio ispirare dai moti interiori,
affidandomi al flusso energetico di tutto il corpo .
Il risultato è quasi sempre imprevedibile e
ogni pezzo diventa unico e inimitabile.
Mentre dipingo mi sento come un tramite,
uno strumento nelle mani di forze superiori e
il risultato diventa una soglia per accedere
a nuovi spazi del sentire.
Nel riguardare a distanza nel tempo
un mio dipinto figurativo,
mi ricordo esattamente ogni passaggio, mentre ,
nel trovarmi a osservare un quadro “ le cascate”
realizzato anni prima mi chiedo: “ ma l’ho dipinto io?
L’atto artistico come slancio emozionale e
non come esercizio della mente,
questo ciò che accade quando mi esprimo
attraverso queste opere.
Dopo tanti anni di ricerca in questa direzione
e collaborazione con Dilmos ,
ancora mi stupisco nel ritrovare nelle pennellate del passato atti creativi che ancora sento miei.
Andando più nel dettaglio della tecnica,
se dovessi descrivere il procedimento che mi porta alla realizzazione di un quadro, direi che si tratta principalmente di un processo interiore.
Una serie di step animici si sovrappongono in un processo stratificato, che parla di profondità ma anche di fluidità.
La serie “ le cascate” rievoca l’ essenza dell’acqua, intesa come fluido primario di vita, scorrimento e madre rigeneratrice di vita.
Le rocce rivelate e l’ oro bronzato che appare a tratti sotto forma di riflessi di luce, si scoprono sotto il velo dell’ acqua, in una sorta di effetto geologico, atto a rivelare qualcosa di prezioso tra le crepe
e gli strati del tempo.
Materiale
stratificazione di gessi e colori acrilici, con interventi in foglia oro o argento



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